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COME È CAMBIATO IL SONNO
DEGLI ITALIANI DURANTE IL COVID 

Risultati dell’indagine conoscitiva effettuata
su un campione nazionale di 1035 persone

SINTESI DEI RISULTATI

Roma, 11 maggio 2020

La pandemia di Covid-19 ha radicalmente modificato la nostra quotidianità, i nostri ritmi di vita, creato motivi di ansia, stress e alterazione dell’umore che hanno inciso sul nostro benessere e sul nostro sonno. L’indagine conoscitiva condotta da ASSIREM ETS, Associazione Italiana per la Ricerca e l’Educazione nella Medicina del Sonno, su un campione nazionale di 1000 persone, ha evidenziato che se il totale delle ore di sonno notturne resta sostanzialmente immutato, sono invece cambiati gli orari del coricarsi e del risveglio, ritardati di oltre 1-2 ore, ed ancor più sensibilmente si è modificata la qualità percepita del sonno, giudicata, da oltre la metà degli intervistati, “abbastanza o molto cattiva”.

Sintesi dei risultati più importanti

Addormentamento

I dati mostrano che le persone sono andate a letto, in genere, 1‐2 ore più tardi. Oltre ad andare a letto più tardi, la metà quelli che prima si addormentavano meno di 16 minuti ci hanno messo più  tempo e sono aumentati di molto quelli che ci hanno messo più di un’ora.

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Risveglio

Ancora più evidente il ritardo con il quale le persone si sono alzate la mattina, più di 1‐2 ore più tardi.

In media, le ore totali
di sonno non sono cambiate di molto, ma si osserva una tendenza alla diminuzione.

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Come valuteresti la qualità del tuo sonno in generale?

La percezione soggettiva della qualità di sonno appare peggiorata con il dimezzamento delle persone che dichiarano una qualità di sonno molto buona ed una forte riduzione
di quelle che prima dell’emergenza la ritenevano abbastanza buona. Di conseguenza, più della metà delle risposte, durante l’emergenza, indicano una qualità di sonno abbastanza o molto cattiva.

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Mi sono svegliato
nel mezzo della notte
o al mattino presto

A conferma del  peggioramento della qualità di sonno, circa 3 persone su 4 hanno detto che durante l’emergenza si sono svegliate nel mezzo della notte o al mattino presto almeno una volta a settimana, mentre prima erano circa
4 su 10.

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Ho fatto brutti sogni

Le persone che ricordano di aver fatto brutti sogni almeno una volta a settimana erano poco più di una su 10 prima dell’emergenza ma sono diventate più di 4 su 10 dopo.

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Durante il mese, quante volte hai preso farmaci per dormire (prescritti o “da banco”)?

Anche se meno evidente, il periodo dell’emergenza ha fatto aumentare del 6% il numero delle persone che hanno avuto bisogno di un farmaco per dormire per 3 o3 più volte a settimana, mentre quelle che non hanno preso mai farmaci sono diminuite di quasi il 10%.

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“L’indagine fornisce spunti interessanti di approfondimento” – commenta il Dottor Raffaele Ferri, Presidente Assirem ETS – “evidenziando un trend di peggioramento che va monitorato e seguito con attenzione per prevenire possibili conseguenze a lungo termine sulla salute delle persone e la cronicizzazione di alcuni di questi disturbi.”

I dati evidenziano che le persone sono andate a letto, in genere, 1-2 ore più tardi rispetto al periodo precedente al Covid e impiegano più tempo per addormentarsi, il 50% di coloro che si addormentavano in 15 minuti, ora si addormentano più lentamente ed è notevolmente aumentata la percentuale di coloro che ci impiegano più di un’ora. Anche il risveglio si è ritardato di 1-2 ore, lasciando quindi immutato il tempo totale di sonno, ma si evidenzia una tendenza alla diminuzione. Cambia sensibilmente, invece, la qualità del sonno che passa da “molto buona” per il 17% degli intervistati all’8,2% attuale; risulta “abbastanza buona” per il 39,6%, mentre prima lo era per il 64,9%; giudicata “abbastanza cattiva” dal 37,2% (prima era giudicata tale dal 16,1%) e infine il 15% la giudica “molto cattiva” contro il 2% precedente. Si può concludere, quindi, che oltre la metà degli intervistati indica una qualità del sonno “abbastanza o molto cattiva”. Aumentano anche i risvegli notturni (3 persone su 4 si sono svegliate al mattino presto almeno una volta a settimana contro le 4 persone su 10 prima del Covid), le persone che lamentano brutti sogni sono passate da 1 su 10, prima del Covid, a 4 su 10 attuali. Anche se meno evidente, il periodo Covid ha fatto aumentare del 6% il numero delle persone che sono ricorse a farmaci per dormire 3 o più volte a settimana, mentre sono diminuite di circa il 10% quelle che non ne hanno assunti.